Percorsi pedonali, ciclabili ed equestri

Progettazione e realizzazione di percorsi

Lo sviluppo di percorsi, in un passato anche recente, era un compito arduo, soprattutto nelle aree più grandi. Gli inutili costi di rilevamento del terreno, di costruzione e di manutenzione hanno reso difficili le decisioni. Con l’avvento dei Sistemi Informativi Geografici (GIS), i pianificatori di percorsi possono ora gestire e mantenere i loro percorsi in modo digitale. I GIS consentono agli utenti di memorizzare e manipolare le informazioni spaziali a scopo di analisi e visualizzazione. La creazione di mappe 3D, la differenziazione di attributi sub-topografici, il disegno della vegetazione e la localizzazione delle curve di livello sono tutte operazioni facilmente realizzabili con pochi clic.

Principali percorsi

I tipi di percorsi pedonali e ciclabili includono:

Percorsi pedonali

Sono percorsi, spesso con una superficie bituminosa, per camminare. Possono essere condivisi con altri utenti come ciclisti, pattinatori in linea, skateboarder e cavalieri.

Pista ciclabile o ciclovia

È definito così un percorso protetto o comunque riservato alle biciclette, dove il traffico motorizzato è escluso. Il concetto di pista ciclabile nasce proprio dal desiderio di separare la viabilità delle bici da quello motorizzato e pedonale. Questo per maggior sicurezza di tutti, visto che si tratta di velocità di percorrenza diverse. Se poi invece parliamo di “rete ciclabile” intendiamo una serie di piste ciclabili, che in una città svolgono un ruolo nella viabilità globale, e sono fra loro collegate in rete, in continuità fra di loro. Il disegno della rete è un’attività di pianificazione e gestione della mobilità urbana. Anche se la definizione precisa cambia nel mondo, esiste la Convenzione di Vienna sul traffico e sulla segnaletica stradale del 1968 (ratificata da numerosi stati mondiali), che pur non citando espressamente il termine pista ciclabile, definisce i concetti di corsia per velocipedi e pista per velocipedi. Tale convenzione però lascia liberi gli stati contraenti di assimilare i ciclomotori alle biciclette, quindi è possibile, come accade in alcuni paesi del Nord Europa, che anche i ciclomotori siano autorizzati e talvolta obbligati a servirsi delle piste ciclabili.

Sentiero equestre

È un sentiero di lunga percorrenza che consente ai cavalli di percorrerlo rimanendo all’asciutto.

Aspetti positivi per realizzare un percorso ciclopedonale

I percorsi ciclopedonali garantiscono un minimo di sicurezza ai ciclisti, tuttavia le esperienze dei Paesi ciclisticamente avanzati dimostrano che è opportuno realizzare percorsi ciclopedonali esclusivamente nel caso in cui si realizzi un itinerario lungo la viabilità extraurbana, dove c’è una disponibilità di spazio tale da garantire un’adeguata separazione e visibilità dal traffico automobilistico, in aree in cui non è presente un elevato flusso di pedoni e dove già non sono presenti infrastrutture pedonali. Le piste ciclopedonali si prestano inoltre per essere realizzate in caso di percorsi cicloturistici, dove la presenza dei pedoni è limitata e non si crea conflitto tra i diversi utenti del percorso.

Aspetti negativi per realizzare un percorso ciclopedonale

Il principale svantaggio legato alla realizzazione di un percorso ciclopedonale in ambito urbano è causato dal conflitto che si genera tra utenti deboli della strada, tra pedoni e ciclisti appunto. In queste situazioni, oltre a contendersi gli spazi, ciclisti e pedoni sono spesso al centro di fraintendimenti: il ciclista è convinto di avere tutto il diritto di scampanellare per ottenere la strada libera, mentre i pedoni pensano di potersi muovere affiancati occupando tutto il percorso a disposizione. Queste categorie di utenti della strada sono quindi costrette a litigarsi spazi per evitare di modificare la quantità di superficie destinata alle automobili, con il risultato di scatenare una guerra tra poveri.

Un altro aspetto negativo è dato dalla capacità di traffico ciclistico che questi percorsi possono sopportare. Le dimensioni ridotte e la condivisione degli spazi con il pedone rallentano e ostacolano il passaggio delle biciclette, senza creare quindi un’alternativa veloce ed efficiente al trasporto automobilistico, per questo è altamente sconsigliato realizzare piste ciclopedonali lungo le arterie principali della mobilità ciclistica, ovvero i percorsi casa-scuola e casa-lavoro.

In aggiunta, la pista ciclopedonale se realizzata in contesti con un elevato numero di intersezioni a raso e di passi carrai può rivelarsi più pericolosa dell’utilizzo della corsia destinata alle auto. Infatti, se non viene rispettata un’adeguata distanza in grado di garantire un’elevata visibilità tra automobilista e ciclista, questo sarà visto soltanto all’ultimo momento.

Conclusioni

La diffusione della bicicletta come mezzo di trasporto urbano veloce ed economico è spesso frenata dall’assenza di infrastrutture strategiche in grado di rendere competitiva la bicicletta rispetto all’automobile. La continua realizzazione di percorsi ciclopedonali in ambito urbano che non rispettano standard dimensionali ottimali non aiuta a far aumentare l’utilizzo della bicicletta, creando situazioni di conflitto spaziale tra gli utenti deboli della strada.